BLOG del COMITATO

 

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2007/2008

Quella che gli abitanti di Comenduno, i frequenti visitatori del cimitero, e le centinaia di alunni delle locali scuole elementari e medie hanno visto crescere più veloce di un fungo, nella giornata del 12 novembre scorso è una Stazione Radio Base per telefonia mobile di ultima (per ora) generazione UMTS (videofonini per intenderci). Ma è stata subito ribattezzata “l’antenna”.

Oltre a qualche dubbia e non richiesta innovazione tecnologica ha portato anche notevole allarme nella popolazione, e un certo imbarazzo alla pubblica amministrazione che ne ha consentito l’installazione. Già gli esordi sono stati col botto: in una pubblica assemblea, tenuta presso la sala cinematografica dell’oratorio di Comenduno solo tre giorni prima del fatidico 12 novembre e convocata per ben altri argomenti, comincia a circolare la voce riguardo questa “antenna”. Non c’è nulla di sicuro, tanto che anche un consigliere comunale rappresentante della maggioranza, presente all’assemblea, si dichiara all’oscuro di tutto. In barba ad ogni principio di correttezza, all’alba del 12 i tecnici sono all’opera, e guai a disturbare l’erezione dell’antenna con foto o commenti. Bastano pochi giorni perché i comendunesi si mobilitino e con una prima raccolta di firme (circa 700, di cui 400 presentate) sostengono la richiesta di una pubblica assemblea durante la quale gli amministratori avrebbero dovuto raccontare i fatti e rispondere alle domande dei cittadini. La sera del 21 novembre la sala consiliare è gremita anche nei posti in piedi. Le argomentazioni di tecnici ed esperti di parte però non convincono, non ci sono certezze, anzi. Pressato dalle domande e dalle contestazioni il sindaco ammette di aver commesso un errore: non aver informato la cittadinanza. Forse ce ne sarebbe un secondo: non essersi dotato di un piano di localizzazione per la collocazione delle “antenne”, ed aver quindi accettato acriticamente la richiesta dell’operatore telefonico Vodafone, in cambio di 14.000€ di affitto annui (se questo è il prezzo della salute di un migliaio di persone, sembra una svendita). Dice che rimedierà inserendolo all’ultimo momento nel PGT di prossima approvazione…. controlleremo e insisteremo affinché sia efficace anche per “l’antenna” di via 4 novembre. Forse ce ne sarebbe un terzo: aver trattato diversamente gli abitanti di Comenduno da quelli di Albino: fonti insospettabili ci dicono che la richiesta per una antenna che doveva sorgere nei pressi del cimitero di Albino sia stata bocciata tre volte, tanto da dissuadere il richiedente. Forse ce ne sarebbe un quarto: affermare che nemmeno 15.000 firme lo farebbero recedere da quanto fatto a Comenduno. E già annuncia una seconda “antenna”!nel centro del paese? Forse questo sarebbe il quinto e speriamo che basti.

Nel frattempo è stato possibile raccogliere informazioni e documentazione da internet; tanto per cominciare si possono consultare i siti www.dilloallorso.org o www.applelettrosmog.it oppure www.alberinonantenne.interfree.it e con i link presenti si può spaziare molto di più.

Sono documentati casi in cui problemi analoghi a quelli dell’”antenna” di via 4 novembre sono stati affrontati e risolti sia per intervento diretto di un sindaco che per accordi tra maggioranza e minoranza, sia per pressione della popolazione. Dunque si può fare, l’”antenna” si può spostare, negarlo sarebbe il sesto errore. Sono riportate anche sentenze che riconoscono il deprezzamento (perdita di valore commerciale) di abitazioni prossime ad impianti SRB e lo sanzionano. Nel nostro caso chi pagherebbe i danni per centinaia di miglia di euro, escluso che il sindaco rischi di tasca sua, se non tutti i cittadini!? Il settimo errore sarebbe quello di far pagare alla comunità gli azzardi del suo primo cittadino.

Le informazioni a carattere scientifico raccolte su internet attestano una mancanza di uniformità nel valutare i rischi connessi alla esposizioni a campi elettromagnetici e alle emissioni da impianti SRB e simili, ragione per cui anche solo il buon senso suggerirebbe di attenersi ad un principio di precauzione per non sottoporre la popolazione a rischi incontrollabili. Che poi tali impianti rivestano il ruolo di “pubblica utilità” per decreto legislativo, e non già per richiesta del pubblico lascia alquanto sconcertati, senza scomodare Gorge Orwell. Ma non è un buon motivo per fare da cavie a chicchessia. Quanti casi di medicine, additivi per alimenti, plastiche usate per giocattoli, ritirati dal mercato dopo anni di largo uso, perché tardivamente ne è stata attestata la dannosità per la salute. E poi basterebbe evocare solo un nome: amianto.

Una seconda raccolta di firme, a metà dicembre; ben 1500 firmatari esprimono la loro preoccupazione per effetti sulla salute e chiedono una nuova localizzazione dell”antenna”. A dare sostegno a queste firme sono state presentate anche due mozioni che attendono di essere discusse e votate dal consiglio comunale, ma sia quello di dicembre che quello previsto per gennaio non hanno avuto luogo. Speriamo che l’effetto negativo “antenna” (la maledizione di Tutankhamen dei giorni nostri) si esaurisca per febbraio e sia quindi possibile ASSISTERE E FAR SENTIRE LA NOSTRA PRESENZA alla seduta del consiglio comunale che deciderà sul futuro dell’”antenna” e della nostra salute.

Sottovalutare la nostra determinazione sarebbe l’ottavo errore.

il comitato via IV Novembre

COMITATO VIA 4 NOVEMBRE

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